Polizia Municipale Palmi | Vigilanza In Materia Di Immigrazione

 

 

 

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Domenica, 21 ottobre 2018

 

VIGILANZA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE

 

IL FENOMENO DELL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

Il fenomeno dell’immigrazione nel nostro Paese ha assunto dimensioni via via crescenti in un arco di tempo relativamente breve. Da paese “tradizionalmente” di emigrazione l’Italia si è trasformata negli ultimi 15 anni in una delle mete privilegiate di flussi migratori provenienti – nell’ordine - dall’ex Europa dell’Est (“paesi in transizione”), dall’Africa (Maghreb e paesi del Golfo di Guinea), dall’Asia (Cina, Filippine, India e Shri Lanka), dall’America Latina (Perù ed Ecuador in particolare). La quota di stranieri comunitari, nordamericani e argentini, pur permanendo, si è fatta marginale. Il problema dell’immigrazione clandestina è reso ancora più drammatico se si pensa che, dopo essere stati introdotti nei paesi di destinazione, i “trafficati” vengono spesso inseriti in circuiti criminali e sfruttati come fonti di nuovi profitti illeciti (ad es. nel campo della prostituzione, dello spaccio di droga, furti o accattonaggio, lavoro nero ecc.). Al fine di reprimere le manifestazioni criminali che si sono sviluppate attorno al fenomeno dell’immigrazione, il Legislatore ha provveduto all’adozione del Testo Unico 286 del 1998, contenente la disciplina dell’immigrazione e delle condizioni degli stranieri.

1. Il delitto di favoreggiamento dell’ingresso clandestino degli stranieri: ipotesi semplici

In particolare, la disciplina del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina degli stranieri è contenuta nell’art. 12 del T.U. 286/98 distinto, in base alle modifiche apportate dalla L. 189/2002, in ipotesi semplici e ipotesi aggravate. Il primo comma del suddetto articolo, si occupa del favoreggiamento dell’ingresso clandestino relativa alle ipotesi semplici, la cui condotta tipica consiste nel compiere “atti diretti a procurare l’ingresso nel territorio dello Stato di uno straniero ovvero atti diretti a procurare l’ingresso illegale in altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente”. La sanzione prevista, tanto per il favoreggiamento dell’ingresso in Italia quanto quello in altri Paesi, “è punito con la reclusione fino a tre anni e con multa fino a 15.000 euro per ogni persona” favorita. Fra le ipotesi che integrano questo tipo di reato sono da annoverare: l’ingresso clandestino di stranieri fuori dai valichi di frontiera; la fornitura allo straniero di documenti falsi o di mezzi utili a simulare, al controllo alla frontiera, condizioni che legittimano l’accesso; il difetto di segnalazione alla autorità di frontiera della presenza di clandestini a bordo, e difetto di vigilanza nel caso in cui i clandestini riescano poi a sbarcare.

2. Il delitto di favoreggiamento dell’ingresso clandestino degli stranieri: ipotesi aggravate

Per quanto concerne, invece, le ipotesi aggravate del delitto di favoreggiamento dell’ingresso clandestino, accanto all’ipotesi contemplata dall’art. 12 comma 3, la L. 189/2002 ne aggiunge delle altre, rispettivamente con i commi 3-bis, 3-ter, 3-quter e 3-quinquies, espressamente qualificate dalla giurisprudenza della Cassazione come circostanze aggravanti ad effetto speciale (Cass. Sez. I, sent. 5360/00), di cui cioè la variazione penale è determinata in modo indipendente dalla sanzione edittale di base. Si può affermare subito come il reato di cui trattasi, nella maggioranza dei casi, è da considerarsi aggravato e ciò permette di rientrare ampiamente nei limiti previsti dall'art. 266 c.p.p., permettendo l’utilizzazione di intercettazioni telefoniche.  La prima delle ipotesi aggravate, quella dell’art. 12 comma 3, sancisce che “salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarre profitto anche indiretto, compie atti diretti a procurare l’ingresso di taluno nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni del presente testo unico, ovvero a procurare l’ingresso illegale in altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa di 15.000 euro per ogni persona”. L’esigenza di tutela della pubblica sicurezza e quella di garantire la tutela dei diritti fondamentali delle persone giustificano la severità delle aggravanti contemplate nell’art. 12 comma 3-bis e nell’art. 12 comma 3-ter. In base alla prima disposizione, le pene (di cui al comma 3) sono aumentate se:

1.      il fatto riguarda l’ingresso o la permanenza illegale nel territorio dello Stato di cinque o più persone;

2.      per procurare l’ingresso o la permanenza illegale la persona è stata esposta a pericolo per la sua vita o la sua incolumità;

3.      per procurare l’ingresso o la permanenza illegale la persona è stata sottoposta a trattamento inumano o degradante.

3. Il delitto di favoreggiamento della permanenza illegale dello straniero nello Stato

Fuori dei casi di favoreggiamento dell’ingresso, e salvo che il fatto non costituisca più grave reato, l’art. 12 comma 5 del T.U. 286/98, non modificato da interventi normativi successivi, prevede un’altra fattispecie delittuosa, che integra gli estremi del favoreggiamento della permanenza illegale, andando a punire “chiunque, al fine di trarre un ingiusto profitto dalla condizione di illegalità dello straniero o nell'ambito delle attività punite a norma del presente articolo, favorisce la permanenza di questi nel territorio dello Stato in violazione delle norme del presente testo unico, e' punito con la reclusione fino a quattro anni e con la multa fino a lire trenta milioni”(corrispondenti a 15.494 euro). La disposizione è connotata dalle medesime ambiguità dell’illecito di procurare l’ingresso, per l’incidenza della condotta criminosa su di un fatto penalmente non rilevante. Malgrado questa similitudine, tra le due ipotesi esiste un’importante differenza, relativa all’atteggiamento soggettivo che deve qualificare le condotte interdette. Mentre, infatti, per il concretarsi del delitto di favoreggiamento dell’ingresso clandestino sono sufficienti la consapevolezza e la volontà di compiere attività dirette a trasgredire le norme del Testo Unico sull’immigrazione, il reato di favoreggiamento della permanenza prevede, innanzitutto, come elemento di fattispecie, il «fine di trarre un ingiusto profitto dalla condizione di illegalità dello straniero»: è questa una tipica ipotesi di dolo specifico, che riduce l’ambito di operatività della disposizione. E’ importante sottolineare che il recente "decreto sicurezza", D.L. 23 maggio 2008 n. 92, ha introdotto, all'articolo 12  - comma 5 bis del T.U. 25 luglio 1998, n. 286, un nuovo reato.
La fattispecie vietata era così delineata nel D.L. ante conversione:   "salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque cede a titolo oneroso un immobile di cui abbia la disponibilità ad un cittadino straniero irregolarmente soggiornante è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. La condanna con provvedimento irrevocabile comporta la confisca dell'immobile, salvo che appartenga a persona estranea al reato". Ne consegue che la polizia giudiziaria, ravvisando in sede investigativa le ipotesi di reato descritte, può procedere al sequestro giudiziario dell’immobile che potrà poi essere oggetto di confisca.

Sanzioni contro le immigrazioni clandestine ex art. 12 T.U. 289/1998 dopo le modifiche apportate dalla L. n. 189/2002

Reclusione fino a 3 anni e multa fino a 15.000 euro

Atti diretti a provocare l'ingresso illegale in Italia o in altro Stato di chi non è cittadino o non ne ha la residenza (art. 12, 1comma)

Reclusione da 5 a 15 anni e multa di 25.000 euro per ogni persona

Atti diretti a procurare l'ingresso illegale in o in altro Stato di chi non è cittadino o non ne ha la residenza, al fine di destinarlo alla prostituzione o allo sfruttamento sessuale o impiegare minori in attività illecite favorendone lo sfruttamento (art.12, 3comma ter)

Reclusione da 4 a 12 anni e multa di 15.000 euro per ogni persona

Atti diretti a provocare l'ingresso illegale in Italia o in altro Stato di chi non è cittadino o non ne ha la residenza al fine di trarne profitto, anche indiretto, o se il fatto è commesso da tre o più persone in concorso tra loro o utilizzando servizi di trasporto o documenti contraffatti o comunque illegalmente ottenuti (art. 12, 3comma)

Circostanze aggravanti dei reati previsti dall' art.12, 3comma

Se il fatto è commesso per procurare la permanenza illegale in Italia:

- di cinque o più persone;

- esponendo la persona al pericolo per la sua vita o per la sua incolumità;

- sottoponendo la persona a trattamento inumano o degradante (art.12, 3comma bis)

Circostanze attenuanti dei reati previsti dall'art. 12 commi da 1, 3, 3bis, 3 ter

Se l'imputato si adopera per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, aiutando concretamente l'autorità di polizia o quella giudiziaria nella raccolta di prove decisivi per la ricostruzione di fatti, per l'individuazione o la cattura degli autori del reato e per la sottrazione di risorse rilevanti alla consumazione dei delitti (art.12, 3comma quinquies)

Reclusione fino a 4 anni e multa fino a 30 milioni di lire (euro 15.493,71)

Atti diretti a trarre un ingiusto profitto favorendo la permanenza in Italia dello straniero in condizione di illegalità o nell'ambito delle attività punite dall'art.12 (art.12, 5comma)

Pagamento di una somma da lire 1 milione (euro 516,46) a lire 5 Milioni (euro 2.582,28) per ciascuno straniero trasportato

Nel caso in cui il vettore aereo, marino o terrestre:

- non accerti che lo straniero sia in possesso dei documenti richiesti per l'ingresso in Italia

- non adempia l'obbligo di riferire alla polizia di frontiera della presenza a bordo di mezzi di trasporto stranieri in posizione irregolare (art.12, 5comma)

Sospensione da 1 a 12 mesi o revoca della licenza, autorizzazione o concessione inerente l'attività professionale e il mezzo di trasporto

Nei casi più gravi (art. 12, 5comma)

Chiusa la parentesi normativa si vuole offrire alla cittadinanza la possibilità di segnalare situazioni di degrado o di immobili locati a stranieri al fine di consentire all’Unità Operativa nr.2 della Polizia Municipale di verificare la regolarità della situazione alloggiativa e eventuali situazioni di clandestinità.

 

I servizi interattivi offrono ai Cittadini-Utenti del sito la possibilità di compilare e/o visualizzare le pratiche presenti negli archivi della Polizia Municipale del Comune di Palmi, ma anche di interagire con essi per richiedere aggiornamenti, appuntamenti, correzioni, ecc.

 

Come si accede al servizio: il servizio è utilizzabile previa registrazione ed accettazione da parte del corpo di Polizia Municipale del Comune di Palmi. Dopo la registrazione, se i requisiti di accesso sopra descritti sono verificati, l'utente viene invitato, via posta elettronica, a presentarsi presso l'ufficio della Polizia Municipale del Comune di Palmi (Via N. Sauro) per il ritiro del PIN di accesso, senza del quale nessun accesso è consentito. Per il ritiro del PIN di accesso è necessario esibire un valido documento di identità personale.

 

 

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